Evoluzione e Coscienza
Per spiegare l'emergere della coscienza e' possibile partire dalle leggi fisiche e dalla teoria dell'evoluzione. Si suppone che il mondo sia strutturato nel modo descritto dalla teoria quantistica dei campi, dalla teoria della relativita' e dalla meccanica statistica. Inoltre e' possibile supporre che tutti gli aspetti del cervello strutturali e funzionali, possano essere attribuiti in ultima istanza all'evoluzione, qual'e' descritta dalla teoria della selezione naturale.
In particolare le proprieta' funzionali del cervello, compresa la coscienza, sarebbero il risultato di proprieta' fenotipiche, e in particolare della morfologia. Durante lo sviluppo, processi dinamici di morfogenesi conducono selettivamente alla formazione di un'anatomia specifica per una specie ma necessariamente in possesso di un'enorme variazione anatomica ai suoi livelli e ramificazioni piu' fini. Senza alterazione di anatomia, varie connessioni sinaptiche vengono selettivamente rafforzate o indebolite per dare un repertorio secondario formato da circuiti neuronali varianti. In conseguenza dell'evoluzione e attraverso le interazioni fra sistemi sensoriali e motori, molti di questi repertori vengono organizzati in mappe. Tali mappe sono connesse per mezzo di connessioni parallele e reciproche, le quali producono una segnalazione rientrante.
Una serie di tali mappe locali connesse attraverso rientri l'una all'altra e mantenute in costante attivita' da una continua campionatura motoria e sensoriale dell'ambiente e da una continua selezione sinaptica dei suoi gruppi neuronali costituisce una mappatura globale. Le mappature globali sono la base per la categorizzazione percettuale. La memoria e' una forma di ricategorizzazione con proprieta' associative obbligatorie resa possibile da mutamenti sinaptici all'interno di mappe locali. L'apprendimento collega varie categorizzazioni percettuali ai comportamenti che hanno come risultato un valore adattivo. L'evoluzione ha sviluppato uno speciale sistema di memoria che riferisce concettualmente passate categorie a valori. Inoltre debbono esistere delle connessioni rientranti che mettano il sistema concettuale in relazione ai segnali correnti immediatamente categorizzati.
La coscienza primaria emergerebbe dall'interazione della memoria di valori-categorie e della categorizzazione percettuale corrente. Uno fra i concetti principali che emergono al formarsi del linguaggio e' quello del "se'", non semplicemente come individuo biologico ma come identita' soggettiva distinta rispetto ai membri della stessa specie. Questa caratteristica espande le possibilita' della coscienza di ordine superiore. In un tale sistema non c'e' alcun bisogno dell'homunculus. Le proprieta' della coscienza possono essere connesse alla struttura e alla fisiologia del cervello. In particolare in questa visione il cervello sarebbe un sistema selettivo e non una macchina di Turing, pertanto molto diverso da quanto assunto dai modelli cognitivi o di elaborazione dell'informazione e dal funzionalismo.
Oscar Bettelli
