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Esistenza della realtà

Fino a che punto i nostri sensi sono affidabili? Per un organismo biologico i sensi sono gli unici canali di comunicazione con il mondo esterno. In un essere umano ci troviamo di fronte al fenomeno della auto-consapevolezza ed e' possibile costruire congetture intorno al mondo astraendo dai dati percepiti dai sensi in modo tale che "concetti" astratti divengano "oggetti" su cui la ragione puo' speculare. L'uomo puo' quindi, a differenza delle altre creature viventi, dubitare dei propri sensi e costruire le proprie certezze su intuizioni provenienti dal mondo interiore percepito soggettivamente.

La nozione, derivante dall'analisi del fenomeno "percepire", di una realta' che trascende l'esperienza sensibile da' origine ad un moto dello spirito di ricerca di una verita' che sfugge al dominio dei sensi e porta a congetture raggiungibili solo con l'intelletto ed il pensiero astratto. La distruzione del concetto di tempo operata dalla teoria fisica della relativita' (esiste un tempo per ogni osservatore) e' un esempio significativo di queste potenzialita' della speculazione matematica e, in generale, filosofica. Ogni osservatore e' pero' isolato nella propria personale, unica ed irripetibile concezione del mondo, nella propria esperienza vissuta costituita da una molteplicita' di percezioni individuali. Il mondo diviene pertanto una mera possibilita' di cui e' possibile affermare un'esistenza solamente probabile ovvero, in ultima istanza, basata sulla verosimile credenza od ipotesi di esistenza. Fortunatamente gli uomini possono comunicare tramite il linguaggio che pur essendo esso stesso pura convenzione soggettiva consente di confortare le proprie credenze sul mondo confrontandole con il pensiero di altri.

Se un uomo fosse completamente isolato come potrebbe distinguere tra sogno e realta'? Il divenire continuo del percepito rende problematico persino il sussistere di entita' oggettive: l'albero che era qui ieri oggi non c'e' piu'. La memoria vacilla quando lo stimolo non gode della proprieta' di ripetibilita': un evento singolare ed irripetibile si perde nella memoria confondendosi con le fantasie soggettive e diviene incomunicabile, non esteriorizzabile. La possibilita' di mettere in dubbio l'esistenza dell'essere costituisce la massima potenzialita' dell'intelletto umano ed anche la fonte dello struggimento piu' acuto. Il nulla fagocita l'esistente riconducendolo di nuovo al nulla. Quello che rimane e' solo il processo continuo del divenire che dal nulla crea l'esistente e nel nulla ritorna perdendosi cosi' agli occhi umani ogni senso di assoluto. Dal momento che l'uomo dubita dei propri sensi l'intelletto si perde in una ricerca di assoluto che sfugge a qualsiasi definizione. Solo il qui ed ora esiste ed in esso si cela l'eternita'.

Ma la speculazione intellettuale continua oltre i limiti del tempo e dello spazio, oltre l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo, in una dimensione in cui solo la coscienza puo' spaziare. E' in questo campo che maestri di verita' trovano la propria linfa vitale, gli spunti piu' elevati di esperienza trascendente. Ma l'essere ci riporta alla concreta dimensione esistenziale. Terminato il volo fantastico nel mondo delle idee i sensi operano efficacemente per riproporci il contingente il particolare a cui volenti o nolenti dobbiamo sottostare almeno prendendone atto. L'attimo fuggente si ripropone con tutti i vincoli insiti in un disegno governato da leggi naturali. Ed e' per questo che non possiamo far altro che meravigliarci ad ogni istante che effettivamente l'esistente esista.

Autori: 

Oscar Bettelli