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Archivio di Aprile, 2004

“Pensiero Creativo” di Paolo Manzelli

La struttura del cervello e’ suddivisa in due sezioni “Destra e Sinistra” , che sono particolarmente differenziate negli Emisferi Cerebrali Superiori. Tale suddivisione rispecchia il fatto che anche il nostro corpo e ha una articolazione binaria , abbiamo infatti due occhi due orecchie due buchi del naso una lingua che differenzia il dolce dal salato … due mani due gambe e cosi via dicendo.

Cio’ suggerisce che le funzionalita’del cervello, come espressione di una attivita’ pensante, sia anch’essa duplice , e cio’ vuol dire che possiamo significare cio’ che osserviamo mediante due modalita’ complementari: l’ una logico- razionale ( cioe’ :sequenziale , analitica ; deduttiva) ed l’ altra intuitiva-olistica ( cioe’ :sintetica, globalizzante, induttiva) le quali corrispondono fondamentalmente alle funzionalita’ differenziate dei due emisferi cerebrali.

Certamente e importante capire come queste due modalita’di pensare possano essere correttamente coordinate per acquisire differenti livelli e stili di pensiero, senza generare contraddizioni che interiormente conducono a pericolose scissioni della presa di coscienza nella costruzione di una propria personalita’ creativa.

Dagli studi di RMF ( Risonanza Magnetica Funzionale) si interpreta la differente funzionalità dei due emisferi cerebrali come duplice capacita’ di mettere in correlazione la “Memoria a Lungo Termine” (MLT) con i processi di “Memorizzazione a Breve Termine” (MBL) da cui consegue la maggiore o minore capacita e rapidita’ di azione/reazione del pensiero.

Il pensiero e’ infatti determinato dal flusso di attivita’ mnestiche che utilizzano differenti schemi di relazioni tra MLT e MBT,i quali si vanno ad interporre il vecchio ed il nuovo flusso di informazione circolante tra il mondo esterno e la nostra abilita cerebrale fisiologica d interpretazione e significazione della informazione complessiva.

- Emisfero sinistro: modalità logico formali per semplificare la complessita’ dell’ informazione.

La funzionalità logico-razionale dell’ emisfero Emisfero Sinistro si sviluppa attivando la capacita associativa della Area di Wernike che tende a facilitare una integrazione con la MLT. L’operazione logico significativa si basa sostanzialmente sulla combinazione di quattro operatori logico-formali che corrispondono nel linguaggio parlato a: <SI, NO, E, O>. che servono per analizzare e combinare in termini di unita’ piu semplici la dinamica complessa del flusso della informazione. Il “SI” fa procedere il flusso del pensiero e la “E” , permette di connettere una sezione o immagine acquisita con una successiva , mentre il “NO” interrompe il flusso del pensiero e lo devia verso una alternativa selezionalta da “O”. Nella logica matematica tali operazioni vengono ulteriormente semplificate nelle quattro operazioni fondamentali Addizione, Sottrazione, Moltiplicazione e Divisione.

Questa Modalità dell’ Pensiero Logico attribuibile alla predominanza delle attivita’ dell’ Emisfero Sinistro del Cervello, indirizza l’ attenzione ed in confronto attuabile in termini di riconoscimento e di identita’, con la passata esperienza acquisita della MLT. Certamente il pensiero logico mediante i suoi operatori analitici , ha la capacita di scoprire il miglior modo di combinare sezioni del flusso di informazione separandolo selezionandolo e combinandone le sezioni prescelte ed infine generandone una estensione capace di determinare un pronostico sul da farsi; in questo modo diviene possibile risolvere i problemi complessi mediante una elaborazione significativa del flusso di informazione (PROBLEM-SOLVING) Certamente tale metodologia contiene il rischio di consolidare le proprie modalita di pensiero attivando sistematicamente le aree cerebrali che permettono di combinare nel miglior modo il risultato di una riflessione logica; ma di fatto cio’ non permette il cervello nella sua interezza funzionale consente di riorganizzare intuitivamente l’informazione complessiva mediante percorsi paralleli piu’ propri delle modalita’ di pensiero dell’ Emisfero Destro .Il “SE” rappresenta una modalità di perpetua saggezza che corrisponde a un atteggiamento di “Dubbio” tendente a favorire l’intuito ed anche la fantasia, cioe’ le attivita’ cerebrali che indubbiamente divengono necessarie proprio per la valutazione complessiva degli schemi logici applicati troppo rigidamente, i quali tendono ad impedire la capacita di delineare nuove significazioni sulla base di rinnovate aspettative, non facilmente prevedibili mediante la ripetitiva applicazione delle sequenze combinatorie degli operatori logico formali.

Emisfero Destro e “Pensiero Laterale” per modificare gli schemi logico-interpretativi.

La natura del pensiero e anticipativa e quindi guarda verso il futuro e per cio’ utilizza la ricostruzione esperienze del passato . Comprendiamo infatti come non sia possibile direzionare il flusso di pensiero nella direzione giusta osservando con sempre maggior attenzione logico-analitica nella direzione sbagliata.Da cio consegue che utilizzazione del “SE” agisce come il pollice tra le dita di una mano che essendo capace di sovrapporsi alle altre dita permette di renderci coscienti dei limiti del pensiero logico-formale e quindi facilita la capacita di sviluppare le attivita parallele del “PENSIERO LATERALE ” (”Lateral Thinking”), che sono piu’ proprie dell’elle modalita’ di significazione complementare attuate dall’ Emisfero Destro del cervello al fine di EVITARE GLI ERRORI ancor PRIMA di RISOLVERLI (PROBLEM-SAVING) .

Il medico psicologo, Edward DeBono identifica quattro fattori importanti che suggeriscono una atteggiamento volto a utilizzare in modo sinergico e complementare il pensiero laterale : 1) al fine di riconoscere e modificare i criteri e le idee dominanti 2) le quali polarizzano la percezione di un problema, 3) ed impediscono di cercare modalita’ differenti di guardare le cose 4) e quindi di flessibilizzare il controllo rigido del pensiero logico-lineare per incoraggiare lo sviluppo della creativita’

Ricordiamo infine che divenire creativi non significa solo inventare qualcosa di nuovo o essere originali per forza, ma essenzialmente significa invece trovare soddisfazione nell’ utilizzare al meglio entrambe le potenzialità di sviluppo del proprio cervello.

BIBLIO –LINK

Creativita’ e Memoria : http://www.edscuola.it/archivio/lre/cremem.html

Cervello e Pregiudizi : http://www.edscuola.it/archivio/lre/precognit.html

Pensiero Laterale : http://www.managerzen.it/Parliamo/pensierolaterale/pensierolaterale.htm

http://digilander.libero.it/basecinque/penslate/latzen.htm

“La Percezione dei Colori” di Paolo Manzelli

La percezione dei colori è un fenomeno complesso che riguarda occhio e cervello.

L’ occhio e un recettore sensoriale che si limita ad inviare I segnali di variazione della energia luminosa che il cervello trasforma in sensazioni colorate.

Per moltissimi anni, a partire dalle considerazioni di ISAC NEWTON                 sull’ arcobaleno dei colori prodotto da un prisma di vetro trasparente, si e’ ritenuto che l’ occhio percepisse i colori e con essa la visione sostanzialmente riferendosi ad un modello di macchina fotografica

“Sintesi additiva dei colori” : proiettando con Lampade colorate dei colori fondamentali su uno schermo i vari colori essi si sommano per interferenza generando i colori secondari e come somma finale ricomponendosi nella luce bianca.

Basandosi su tale modello concettuale si interpretava ad es che il colore rosso di una mela fosse semplicemente una funzione di assorbimento delle varie frequenze delle luce corrispondenti ai differenti colori dell’ arcobaleno di cui e composta la luce bianca ; pertanto la mela risulta rossa per la sottrazione per assorbimento tutte le altre componenti della luce bianca eslcuso il rosso.

Perseguendo tale modello cognitivo ormai antiquato, si riteneva, che i colori venissero visti dal cervello, mediante un centro specializzato per la percezione dei colori; infatti si pensava che i colori fossero “trascritti” come da una macchina fotocopiatrice a colori direttamente dal mondo esterno in questo centro. Tale interpretazione ” meccanica ” ha limitato molto la successiva interpretazione e del colore come processo di costruzione comparativa proprio della realizzazionedi una sensazione cerebrale Oggi siamo certi che come non ci sono rumori nel mondo esterno ma solo vibrazioni che il cervello interpreta come suoni e rumori , cosi si puo’ dire che nel mondo esterno i colori non esistono; ” il colore è di fatto una un’invenzione sensoriale del cervello”.

Un cervello ed un occhio diverso dal nostro ad esempio quello di un “Gatto” non vede i colori approssimativamente come noi non li distinguiamo durante la “Visione Notturna” a bassa intensita’ luminosa.

Fino a pochi decenni fa’ la scienza ignorava in gran misura i sistemi cerebrali della percezione egli sviluppi delle relazioni cerebrali tra percezione , sensazione, che determinano l’ apprendimento quale espressione della funzionalità cerebrale. . Pertanto, pur essendo agli inizi di un nuove modalità di capire come la rete di connessioni neuronali si formi con modalità altamente personalizzate nel cervello di ciascuno di noi sappiamo oggi che ogni uomo o donna realizza una propria personalissima percezione delle sfumature di colore.

Piu’ in generale dobbiamo oggi considerare che la percezione visiva stessa non solo di colori ma anche delle forme si realizza dentro la nostra testa ; pertanto dobbiamo iniziare a capire che nel nostro cervello gia ci sono tutte le possibili combinazioni di forma e colore e che quindi ,proprio durante l’ apprendimento, noi impariamo a decifrare , assemblare e codificare forme e sensazioni sia secondo le esigenze storiche di comprensione in base alla costruzione di una nostra stessa personalita’ creativa.

Biblio LINK

Bibliografia oon Line su SENSI e PERCEZIONE : http://www.museoscienza.org/scuole/laboratori/sensi.html

Perceiving Colors: http://www.i1color.com/knowledge/perceiving_color.asp

Intelligenza visiva: http://lameladinewton.it/sciencenews/intelligenzavisiva.shtml

http://www.edscuola.it/archivio/lre/intelligenza_visiva.html

http://www.neuroscienze.net/index.asp?cat=idart&arid=192

CAT VISION: http://www.videoforcats.com/catvision.htm

Immaginario e Percezione: http://lameladinewton.it/spazioprof/immepercezione.shtml

http://www.edscuola.it/archivio/lre/immaginario.html

“Il Cervello cresce per tutta la vita” di Paolo Manzelli

La crescita del cervello puo’ durare per tutta la vita. Recenti scoperte sulle “cellule staminali” nel cervello hanno eliminato il vecchio dogma della Neurologia per cui si riteneva che le cellule neuronali del cervello fossero incapaci di riprodursi. Oggi sappiamo invece che in un ambiente ampiamente stimolato anche nell’ adulto la rigenerazione neuronale e’ sempre possibile a partire da “cellule staminali” cosi dette “Toto-potenti” , che in qualità di precursori indifferenziati possono differenziarsi in diverse forme cellulari. Inoltre e’ ben noto che esistono nel cervello processi di stabilizzazione che rallentano e diminuiscono il numero di neuroni nel cervello e rallentano la crescita di nuove cellule neuronali.. Il Cervello del nascituro inizia a svilupparsi con rapidita’ impressionante ed i neuroni si moltiplicano con grande rapidità. Dal sesto mese, la produzione cosi celere dei neuroni rallenta notevolmente mentre accelera la nascita di collegamenti interneuronali ( Assoni e Dendriti sinaptiche) .Anche esse si moltiplicano rapidamente fino ai 4 anni circa . Di seguito con l’ esperienza e l’ apprendimento si stabilizzano percorsi di integrazione delle varie aree cerebrali pertanto mano a mano con la formazione dell’ individuo si attua un fenomeno di riduzione delle potenzialita’ plastiche del cervello che e’ indice di una stabilizzazione della specializzazione delle funzioni di integrazione cerebrali.

Di conseguenza man mano che procede tale stabilizzazione delle funzioni cerebrali il numero di Neuroni e delle Interconnessioni neuronali tende a diminuire e il cervello risponde in tal misura ad un vitale processo di adattamento cognitivo . Alla stabilizzazione del sistema di apprendimento va a corrispondere di pari passo il processo di “Mielinizzazione” delle interconnessioni Neuronali. . La Mielina e’ un polimero proteico-lipidico che forma una ‘guaina’ intorno ai neuroni in funzione protettiva estremamente necessaria in particolare per inibire la dispersione di campi bio-elettrici negli assoni, cioe’ nelle fibre nervose che propagano le informazioni nel cervello e nel corpo dell’ individuo. Dato che la mielina e’ di colore biancastro, con la crescita dell’ individuo e la formazione cerebrale si osserva un progressivo fenomeno di diminuzione relativa della materia grigia in favore di aumento della materia cerebrale bianca dovuto alla mielinizzazione delle fibre di interazione cerebrale, azione che si completa all’ incirca attorno ai 20 anni ( pur potendo proseguire anch’esso per tutta la vita a ritmo rallentato).

Proprio come conseguenza di un tale fenomeno di riduzione neuronale , caratteristico dello sviluppo cerebrale dal bambino all’ adulto, si era ritenuto che i neuroni non avessero piu’ alcuna possibilita’ di rinascere nell’ adulto mentre quello che avviene .

Quello che sappiamo oggigiorno fa riflettere sulla possibilita’ di esplorare nuove e forme di apprendimento capaci di migliorare la plasticita’ cerebrale cercando di limitare una formazione rigida sostanzialmente tesa a stabilizzare in modo ripetitivo i processi di memorizzazione a lungo termine. Certamente strategie alternative di una formazione meno condizionante i processi di stabilizzazione cerebrale , orientate pertanto verso il mantenimento della plasticita’ cerebrale, sono oggi rese possibili dai sistemi di “Net-Learning” basati sulla condivisione di conoscenze in rete internet. Cio’ infatti corrisponde ad un sistema di apprendimento che certamente rappresenta un arricchimento ed ampliamento dell’ ambiente comunicativo rispetto a quello limitato dello spazio di una classe a scuola. Le linea di guida delle sperimentazioni di NET-Learning introdotte recentemente dal LRE/EGO-CreaNET sono realmente innovative, proprio in quanto tendono a predisporre una attenta e cosciente considerazione sulla formazione delle funzionalita’ cerebrali. Infatti sostanzialmente sono basate sulla considerazione che vede nelle potenzialità cerebrali creative la possibilta’ di una formazione anticipativa di nuove conoscenze finalizzata a crearsi un futuro entro sistemi di condivisione ed auto-determinazione dello sviluppo cognitivo. E’ ragionevole ritenere che per rinnovare se stesso, il cervello di un individuo debba apprendere molto sulla propria formazione cerebrale e quindi non solo svolgere il compito di apprendere nell’ imparare nozioni relative al mondo cognitivo e l’ ambiente che lo circonda. La completa correlazione tra soggetto ed oggetto dell’ apprendimento genenera pertanto una opportunita’ del tutto nuova capace di generare una visione integrata di cio’ che cambia e di come si possa significare creativamente le alternative del cambiamento. E quindi e’ in questa prospettiva che riteniamo importante la sperimentazione di NET-Learning che consegue a una presa di coscienza sulle potenzialità cerebrali di sviluppo, poste al di la’ di antiquate modalità di apprendimento e di obsoleti dogmi cognitivi.

NOTA: La “Mielina” è formata da uno strato interno di colesterolo ed uno strato interno di fosfolipidi e proteine serve come schermatura dei flussi bio-eletrica di informazione che scorrono nelle fibre nervose Gravi alterazioni dei processi di de-mielinizzazione si riscontrano nella sclerosi multipla e nel morbo di alzehimer.

BIBLIO LINK Per saperne di piu’ .

I Neuroni Rinascono : http://www.edscuola.it/archivio/lre/neuroni.html

-Rigenerazione Neuroni http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/neuroni/neuroni/neuroni.html

“cellule staminali “: http://staminali.aduc.it/php_artshow_174_1_ta_l25.html

Neuroscienze: http://www.univ.trieste.it/~brain/Neuroscienze.pdf

Mielina: http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/amicidivalerio/la_patologia.htm

Dinamiche cognitive di trasformazione: http://www.edscuola.it/archivio/lre/dinamiche_cognitive.htm

“Cervello e Saturazione delle Memorie” di Paolo Manzelli

La volonta’ di apprendere oggigiorno viene fortemente inibita dalla troppa informazione non motivante l’ EGO , pertanto l’ unico modo per riattivare la volonta’ di sapere risiede nell’ essere estremamente concisi ed innovativi nelle forme espressive per generare la curiosita’ di intendere e significare ulteriormente personalizzando cio’ che viene appreso.

Il nostro cervello per la formazione storica dell’ EGO individuale e collettivo , necessita di evolversi come un sistema di anticipazioni che utilizza il memorizzato per favorire un pronostico sull’ avvenire come e’ necessario per gestire il presente sulla base di ipotesi sul corso di sviluppo degli eventi.

Ricordo che da studi di Risonanza Magnetica Funzionale (RMF) sull’ attivita cerebrale , la capacita’ decisionale che fa parte del sistema volitivo, tende ad attivare alcune zone cerebrali quali l’ ACUMEN ( zona  primariamente responsabile dell’ attenzione) , e porle in connessione con il Sistema Limbico ( che colora la nostra vita di emozioni) ; tali sezioni cerebrali successivemente integrano le loro informazioni neuronali elaborate dall’ intero sistema cerebrale , focalizzandole nella parte posteriore del cosidetto “Giro del Cingolo”, dove sembra si concentri la capacita’ di valutazione del beneficio che si ottiene dall’ apprendimento, in relazione alla elaborazione delle attese ; quest’ ultime sono il gran misura il frutto delle capacita di rielaborazione prospettica delle memorie.

Pertanto la crescita fuor di misura di informazioni frammentarie, che spesso vengono giudicate obsolete in relazione al quadro delle prospettive storiche di sviluppo sociale ed individuale, che determinano la Formazione cosciente dell’ EGO, conducono il sistema mnemonico verso la saturazione, e di conseguenza la memoria diviene incapace di generare una fertile rielaborazione del sistema di riferimento cognitivo in senso prospettico ed anticipativo.

In tal senso e’ il valore di anticipazione delle memorie che decade, proprio in quanto la memoria non e’ facilmente rieleborabile per gestire il presente in una prospettiva di futuro sviluppo e cio incide fortemente nel demotivare ogni ulteriore apprendimento.

Ritengo che questa breve e schematica riflessione sulla inibizione dei processi neurofisiologici che pongono in relazione la utilizzazione prospettica dell’ apprendimento con la obsolescenza e la crescita esponenziale della informazione ripetitiva , possa essere un tema di una piu ampia e profonda riflessione da parte dei docenti nella scuola, in modo da poter verificare la validita’ di quanto e’ stato sinteticamente espresso in questa scheda di riflessione su CERVELLO /APPRENDIMENTO.

BIBLIO-LINK

Understanding the Brain : http://www.f2be.com/brainboxa.htm

New Brain Research : http://www.incrediblehorizons.com/brain-plasticity.html

Brain Functions and Map : http://www.health.qld.gov.au/abios/tbi/brain.asp

http://library.thinkquest.org/J002391/functions.html

“Cervello del Bambino” di Paolo Manzelli

Il bambino dimostra con evidenza delle potenzialita’ cerebrali di apprendimento superiori a quelle dell’ adulto.

Pertanto le potenzialita cerebrali nella formazione dei bambini vanno preservate; percio’ e’ necessario fare attenzione a equilibrare lo sviluppo armonico delle dinamiche di apprendimento che nelle relazioni tra i due emisferi cerebrali superiori (sinistro e desto) conducono ad una prevalente dominanza dell’ emisfero sinistro del cervello.

L’ uomo e’ l’ essere parlante per eccellenza e nella sua evoluzione ha sviluppato una dominanza dell’ emisfero sinistro; di fatto cio’ significa che ha accuito le proprieta di comprensione di tipo logico-associativo che hanno come centro di integrazione l’ area di Wernike (Situata nell’ area temporale mediana dell’ Emisfero Sinistro) e dell’ area di espressine del linguaggio di Broca , (che pure e’ situata nell’ area temporale prefrontale sempre dell’ Emisfero Sinistro) cosi’ che esse risultano essere dominanti.

E’ necessario considerare il fatto che con il nozionismo didattico si tende ad accentuare troppo rapidamente ed impropriamente nel bambino la assimmetria funzionale delle due funzioni complementari degli emisferi cerebrali. E’ noto che tale assimmetria pur essendo una caratteristica dominante del cervello umano puo’ esercitare una limitazione delle capacita’ cerebrali piu’ intuitive di comprensione e significazione. Pertanto la didattica deve essere sviluppata in modo armonico cosi’ che le due differenziate funzioni cerebrali possano agire in maniera condivisa facilitando le innate potenzialita creative dell’ uomo e della donna.

Viceversa proprio per non porre in saturazione tale dominanza interemisferica e quindi per esercitare congiuntamente con modalita’ naturalmente creative entrambe le funzionalita’ dei due emisferi delle funzioni cerebrali superiori, diviene oggi necessario non rendere muto l’ emisfero destro, ed quindi agire con ragionevolezza  nella formazione del bambino al fine di integrare le potenzialita piu’ intuitive ed immediate con quelle logoico-ragionative.

Per non inibire le funzionalita complementari dell’ emisfero destro del cervello e’ premurosamente necessario evitare che la didattica sia importata in maniera prevelentemente ripetitiva delle nozioni acquisite, cosi da permettere l’esercizio di una libera la interpretazione nei riguardi delle logiche chiuse e limitate che sono proprie del riduzionismo cognitivo ( scientifico tecnologico economico con riferimenti di base di tipo meccanico propri della societa’ industriale ) che oggi in una epoca di trasformazione nella Societa’ della Conoscenza risultano con sempre maggiore evidenza obsolescenti ed in gran parte gia’ obsolete.

“Stress e Plasticità Cerebrale” di Paolo Manzelli

La struttura cerebrale non e’ del tutto stabile, ma ha una forte capacita di essere modificata durante tutta la vita .

L’ apprendimento cambia i processi di integrazione che avvengono tra le varie aree cerebrali , e pertanto si creano nuovi circuiti di integrazione tra sensi , sensazioni e cognizioni. Inevitabilmente cambiamenti profondi generano stress       ( parola che viene da “sforzo mentale” ) che viene placato da una nuova possibilita’ di significazione, la quale modula la risposta fisiologica al cambiamento provocata dallo stress determinando una crescita di conoscenze apprese e promuove nuove capacita intellettive che nell’ uomo sono molteplici.

Pertanto notiamo come l’ apprendimento sia  tanto naturale nei bambini che ricercano la sua azione metabolica attiva nel sistema neuronale , allo stesso modo con cui si ricerca il cibo per saziare lo stress provocato dalla  fame.

La struttura del cervello diviene piu’ flessibile con l’ apprendimento qualora quest’ultimo persegua un processo fisiologico equilibrato e progressivo nei rispetto delle possibilita personali di  adattamento biologico del cervello allo stress .

Va notato che in particolare in un contesto di forte mutabilita’ storico-sociale , la rottura di questi equilibri puo’ avvenire proprio quando si oppone una resistenza cognitiva al cambiamento, cosi’ che la tensione mentale causata dallo  stress aumenta ogni qual volta che, come suggeriva GALILEO GALILEI, si voglia inopportunamente interpretare con rigide ed obsolete e conservative concezioni, il necessario mutamento   interpretativo dei fatti e degli eventi nei quali siamo immersi nel procedere della nostra vita.

Un livello sempre piu elevato di stress si trasforma gradualmente, ma inesorabilmente in “angocia” , che  si affaccia allora sinuosamente  nel nostro sistema  inconscio e tende a scolpire il cervello in modo rigido e permanente, incapace di sopportare ulteriori approcci di apprendimento flessibile, che se acquisiti generano tranquillita’ e danno sviluppo ad un  naturale atteggiamento creativo.

Per una piu’ approfondita riflessione su questa tematica vedi:  http://www.edscuola.it/archivio/lre/angoscia.html

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