Neuroingegneria.com non può che incoraggiare e promuovere questo tipo di iniziative che hanno il duplice scopo di essere sia mezzi di informazione scientifica su argomenti che sono spesso trattati nel modo più inadeguato, sia validissime raccolte di accorgimenti e consigli per far sì che comuni disturbi psicologici come la timidezza vengano controllati positivamente dall'individuo al fine di vivere ogni giorno con una sempre maggiore consapevolezza di sè.

Depressione post-partum: quando a scatenarla è l’incessante pianto del piccolo nato

Si chiama “baby blues”, un frequente calo d’umore, che colpisce circa il 70% delle puerpere nei giorni successivi al parto. La neo-mamma avverte ansia, tristezza, un sentimento di inadeguatezza nei confronti delle cure da prestare al bambino.
Questi sintomi hanno la durata di una o due settimane, poi scompaiono naturalmente.

Crescere attraverso la Frustrazione

E’ il consiglio che ho dato ai ragazzi di una quinta liceo, in provincia di Vicenza, a seguito della loro richiesta di “strumenti” per arrestare la forza “centrifuga” che tanto li “aliena” da una realtà in-contattabile. “Ci sentiamo sulle ali di una giostra che ci spinge sempre più lontano da ciò che veramente siamo e che, forse, abbiamo paura di scoprire”. Sicuramente questi ragazzi non sono unici portavoce di un’esperienza esclusiva; se ci ascoltassimo per qualche istante, saremmo in molti a popolare quella giostra.

Quando è l'analista ad abbandonare il proprio paziente

Quella di Giorgio è una lettera toccante per le emozioni , ahimé, negative, che emanano da essa. Giorgio, ingegnere, 28 anni mi chiede se è possibile, e in quali casi, che un terapeuta abbandoni in maniera piuttosto brusca un proprio paziente…--“Così come è successo a me”--.

Articolo sulla PNL

La Programmazione neurolinguistica (PNL) nasce negli anni settanta ed è il risultato dell’opera di un matematico, Richard Bandler, e di un linguista, John Grinder, i quali misero a punto delle straordinarie tecniche di comunicazione per essere utilizzate efficacemente nell’azione terapeutica mostrando una serie di strumenti ricavate da alcuni astri carismatici della moderna psicoterapia. Successivamente le metodologie furono estese ad altri campi della comunicazione dall’industria al commercio, dalla scuola alle attività legali, ecc.

Neuro-programmazione digitale

La neuro-programmazione digitale è la materia d'indagine che sto sviluppando a partire dai modelli terapeutici della programmazione neurolinguistica di Richard Bandler. Il termine digitale è inteso soprattutto come un sistema di codifica delle informazioni provenienti principalmente dall’emisfero sinistro del nostro cervello. In programmazione neurolinguistica, PNL, ogni attività umana è comportamento, dalle semplici espressioni fisiche o di pensiero a quelle più complicate, dalle semplici affezioni alle complesse patologie cliniche.

Da dove viene l'ansia

Nessuno ha ancora studiato il fenomeno dell’ansia dal punto di vista proprio della natura umana, cioè come fatto che riguarda la specifica evoluzione dell’uomo.

Kafka e l'identità sociale

Nella “Metamorfosi” Kafka racconta la storia di un uomo che un mattino si risveglia non più come essere umano ma come insetto! Il testo kafkiano non è semplicemente la storia dell’esclusione di un “diverso” da parte degli altri “normali”. Non è neppure la vicenda di una alienazione (in senso hegelo-marxiano, cioè come “oggettivazione” di sé non recuperata). No, è qualcosa di più terribile. E’ l’esclusione fino alla morte di un individuo che si percepisce primariamente come diverso, come altro.

Suggestione positiva e negativa in medicina

(Articolo già pubblicato su Scienza e Psicoanalisi)
Chi di noi non ha trascorso nell’infanzia o nell’adolescenza quella tipica serata, sovente estiva, in cui, magari attorno ad un labile fuoco, si ascoltano le descrizioni terrifiche di storie di fantasmi o vampiri o di zombies? Pian piano lo stato emotivo dei presenti muta, dallo scherzo si passa ad un’atmosfera tetra, le ombre si animano, e gli astanti vengono invasi da sensazioni perturbanti che li riempiono di paura.
E’ questo uno degli esempi più frequenti e banali di suggestione.

Il Motto di Spirito

Fin dal 1898 Sigmund Freud comincia ad occuparsi dei fenomeni psichici legati al linguaggio dell'inconscio. Nel 1900 esce il suo classico: «L'interpretazione dei sogni», nel 1904 la «Psicopatologia della vita quotidiana», e nel 1905 «Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio».

Modelli reticolari di educazione creativa

Costruire il "Domani della Formazione Permanente", creando un modello reticolare di condivisione di conoscenze creative, costituisce l’ impegno scientifico e culturale del LRE/EGO-CreaNET (1), assunto nel quadro della iniziativa del DIPARTIMENTO VIRTUALE delle INTELLIGENZE MULTIPLE (2), che attualmente e’ nella fase di riflessione per la introduzione alla Ricerca & Sviluppo, per dare inizio ad una piu' dettagliata formulazione delle problematiche di formazione interattiva di una iniziativa Modello di NET-Learning.

Economia della conoscenza condivisa

Sulla tematica introdotta dal gruppo Cervello-Educazione ed Apprendimento sulle Intelligenze Multiple (http://www.bdp.it/rete/im/index.htm), l' idea base del Laboratorio di Ricerca Educativa LRE/EGO-CreaNET/ della Universita' di Firenze, consiste nel dare sviluppo a un sistema di "START UP" finalizzato alla realizzazione di KNOWLEDGE BASES ENTERPRISES per tramite la sperimentazione della utilizzazione produttiva ed imprenditoriale della condivisione delle conoscenze.

Il Sogno

Nell'era che potremmo chiamare prescientifica, gli uomini non avevano difficoltà nel trovare una spiegazione del sogno. Quando lo ricordavano, al risveglio, pareva loro una manifestazione benigna o maligna di potenze superiori, demoniache e divine.

Con l'affermarsi del pensiero naturalistico tutta questa ingegnosa mitologia si trasformò in psicologia, e oggi soltanto una minoranza delle persone colte mette in dubbio che il sogno sia la PECULIARE OPERAZIONE PSICHICA del sognatore.

Sull'Inconscio

(Originario pubblicato su Portale Filosofia)

La filosofia.

Ludwig Wittgenstein: il guru e la mosca stregata

1 Gesta
Ci furono due filosofi di nome Ludwig Wittgenstein: che essi si siano incarnati nella stessa persona è una coincidenza di natura mistica, che si può constatare ma non spiegare.

Il primo, nato nel 1889, si interessò al linguaggio formale della logica elementare, credette di aver risolto tutti i problemi della filosofia, scrisse la bibbia del positivismo logico, il Tractatus logico-philosophicus, il cui motto ammoniva che "ciò che si sa, si può dire in tre parole", ed abbandonò conseguentemente la filosofia, dopo una vita vissuta sull'orlo del suicidio.

La Fisica Mente

Almeno ad un primo sguardo superficiale, sembra che le categorie dei fenomeni di cui abbiamo esperienza si possano ridurre a due sole, a cui i greci hanno dato il nome di fusiV (physis) e yuch (psyche), e che sono studiate rispettivamente da fisica e psicologia (in senso lato).
Le due categorie furono chiamate, rispettivamente, res extensa e res cogitens da Descartes, ma oggi ci si riferisce ad esse più prosaicamente come materia e mente , in barba a coloro che ritengono che solo le lingue greca e tedesca siano in grado di esprimere compiutamente i concetti filosofici.1

Domande Paradossali

Di fronte ai paradossi, le domande più ovvie sono: anzitutto, che cosa sono? e poi, che farne? Come spesso, e paradossalmente, le domande possono ammettere svariate risposte.

Antonio Damasio e la funzione della coscienza

Se consideriamo la funzione svolta dalla coscienza nell'ambito del processo di adattamento degli organismi all'ambiente, e quindi del significato che assume la coscienza stessa nella storia evolutiva delle forme biologiche più complesse, Antonio Damasio è uno dei pochi che ha tentato di dare risposte che non fossero di semplice ossequio alla concezione personale proposta.

La nascita e lo sviluppo di una mente: la mente olistica.

La tesi che mi propongo di argomentare è tesa ad offrire una visione olistica, anti-riduzionistica ed al contempo naturalista del mentale che non si riduca ad alcun aspetto particolare della mente ma che la veda nella sua globalità e da diversi punti di vista.

John Searle e la questione del libero arbitrio

Premessa
La coscienza, almeno nella sua espressione attiva, che viene comunemente chiamata volontà, presuppone una relativa autonomia rispetto agli ordinari fenomeni fisici, regolati da leggi di carattere universale e necessario. D’altra parte, da un punto di vista rigorosamente scientifico, qualsiasi manifestazione della mente (quindi anche la volontà e il libero arbitrio) non può che essere il prodotto dell’attività cerebrale che, per quanto complessa e organizzata, va comunque fatta rientrare nelle suddette leggi, risultando quindi inevitabilmente deterministica.